Skimbleshanks, the Railway Cat
Oggi sono andata al teatro Allianz a vedere il mio musical preferito: Cats. Uno spettacolo geniale, basato sulle poesie di Thomas Stearn Eliot raccolte ne Il libro dei gatti tuttofare.
Assolutamente entusiasta dall’interpretazione della Compagnia della Rancia, che non ha davvero nulla da invidiare ai cast di Broadway, non potevo non dedicare poche righe del mio rail-blog a Skimbleshanks, il gatto delle ferrovie (Sghemboexpress nella versione italiana). Il micio rossiccio delle rotaie è un piccolo macchinista a quattro zampe che supervisiona la puntualità del convoglio postale notturno. Senza di lui niente posta. “Skimble where is Skimble, has he gone to hunt the thimble? We must find him or the train can’t start”, dicono le guardie, i facchini e le figlie del capostazione. Sono i suoi
occhi verdi a dare il via al treno, diretto a nord, lungo la costa occidentale britannica. Gli stessi occhi che scrutano i passeggeri dalla prima alla terza classe, passando per i vagoni letto e il ristorante. “He will watch you without winking and he sees what you are thinking”, cantano i Jellicle Cats. Durante il turno di notte, da buon inglese, beve una tazza di tè, magari con un goccio di scotch. Porta un grosso orologio a cipolla appeso al gilet e si preoccupa che tutto sia perfetto durante il viaggio, dalle lenzuola al pavimento delle cuccette. Alzi la mano chi non vorrebbe un capotreno così. Magari alto un metro e ottanta e senza pelliccia rossa…